22.06.2021

Quatto chiacchiere con Hansueli Hasler, Madiswil (BE)

«Le vacche madri, anche quando sono mansuete, si comportano diversamente dalle vacche da latte»

Signor Hasler, l’anno scorso le è capitata un’avventura con alcune persone che stavano facendo una passeggiata. Com’è andata esattamente?

Hansueli Hasler (HH): Era una domenica e mi trovavo nella nostra fattoria, che è situata leggermente in alto rispetto al pascolo. Improvvisamente vedo la nostra mandria, giù sul piano, precipitarsi verso un angolo del pascolo. Afferro il binocolo e vedo che nel pascolo è entrato qualcuno. Che spavento! Ho preso subito l’auto e son filato giù. Ed ecco lì, in piedi nel bel mezzo del prato, un ragazzino di circa dieci anni, circondato dalle mucche, mentre sua madre, con un cane, lo aspettava sul sentiero che passa accanto alla recinzione.

Di che cosa ha avuto paura quando ha visto la scena?

HH: Le mie mucche sono mansuete e abituate al contatto con le persone. A ognuna posso mettere la cavezza, senza problemi. Però non posso sapere esattamente come reagiranno di fronte a uno sconosciuto. Anche a me, anche a mia moglie è già capitato di farci attaccare da una delle nostre mucche che voleva difendere il suo vitello. E in questi casi c’è poco da scherzare.
 

Se il pascolo si trova nei pressi dell’abitato, gli incontri tra le mandrie di mucche e chi sta facendo quattro passi nel verde sono inevitabili. Per fare in modo che tutto vada per il meglio occorre informare bene il pubblico. (Foto: Hansueli Hasler)

Che cosa ha fatto quando è giunto al pascolo?

HH: Ho chiesto al ragazzino che cosa ci faceva lì. La madre mi ha risposto che voleva semplicemente avvicinarsi alle mucche, come è abituato a fare con quelle del loro vicino di casa, un produttore di latte. Ho spiegato che le vacche madri reagiscono diversamente da quelle da latte, perché pascolano con i loro vitelli e vogliono proteggerli. La signora non voleva assolutamente darmi ascolto, non ha creduto un solo secondo che il bestiame può essere pericoloso. Ho ordinato al ragazzino di uscire dal pascolo, spiegando che non potevo assolutamente ritenermi responsabile.

Le era già capitato qualcosa di simile o è stata la prima volta?

Da queste parti vengono a passeggiare in molti. I sentieri non attraversano il pascolo, però corrono lungo la recinzione. Una volta ho visto sul sentiero – sempre mentre mi trovavo in alto, nella nostra fattoria – un gruppetto di persone, accompagnate da un cane che scorrazzava libero nel prato tra le mie mucche. Anche in quel caso ho preso l’auto e mi sono precipitato giù. Quando sono arrivato ho visto che un uomo continuava a lanciare una palla in direzione della mandria, che poi il cane gli riportava, continuando ad attraversare la recinzione nei due sensi. Quando ho spiegato all’uomo che in un pascolo con mucche, vitelli e tori, un gioco così può essere molto pericoloso, mi ha risposto serafico: «Sì, mi stavo dicendo che forse non è qualcosa di molto intelligente.»

Che cosa ha fatto dopo questi episodi?

Ho sistemato ovunque i cartelli verdi di avvertimento e anche quelli che vietano di lasciare escrementi di cani, perché malauguratamente nessuno ha voglia di capire che se restano nel foraggio delle mucche, poi queste possono stare malissimo. Ho anche rinforzato la recinzione dalla parte del sentiero. Ci vorrebbe una recinzione fissa, ma purtroppo non posso sistemarne una perché è un terreno agricolo in affitto. Spero che il nastro supplementare che ho sistemato in basso impedisca ai bambini e ai cani di passarvi sotto.

Con i segnali di avvertimento e un nastro supplementare sulla recinzione, Hansueli Hasler spera di prevenire incontri ravvicinati tra la sua mandria e chi passa lungo il sentiero. (Foto: Hansueli Hasler)

Secondo lei che cosa bisogna fare per evitare gli incidenti tra le mandrie di vacche madri e chi viene qui a fare quattro passi?

Bisogna informare e spiegare: con cartelli, articoli sui giornali ma, soprattutto, parlando, prendendo contatto direttamente. Dobbiamo sensibilizzare la popolazione, spiegarle a quali pericoli può andare incontro. I passanti devono capire che il cane va tenuto al guinzaglio e che non va lasciato entrare nel pascolo. Devono anche capire, una buona volta, che le vacche madri si comportano diversamente dalle vacche da latte e che la presenza dei tori e dei vitelli instaura nella mandria una dinamica diversa.


Nella sua azienda di Madiswil (BE), Hansueli Hasler tiene 25 vacche madri e occasionalmente anche un toro. La sua mandria è composta da varie razze, principalmente incroci di Limousin e Simmental o Pezzata rossa. Ogni anno vende circa sei capi Natura-Beef a clienti diretti e regolari.  

L’azienda conta 20 ettari di superficie agricola utile, di cui otto circa sono arabili e coltivati a grano, orzo, mais, farro e colza. Il resto sono pascoli, prati e superfici di compensazione ecologica. 

Hansueli Hasler gestisce l’azienda agricola da solo. Di tanto in tanto assume un aiuto. Sua moglie non lavora con lui bensì per Spitex, dove si occupa della contabilità.
 

(Foto: Hansueli Hasler)